Quello che ci siamo lasciati alle spalle è stato un Festival di Sanremo colorato d’azzurro.
Un festival che ha avuto il sapore di Napoli, come il profumo del ragù della domenica mattina e quello della pizza fritta tra i vicoli di Spaccanapoli.
Cinque campioni napoletani: Sal Da Vinci, Luchè, Samurai Jay, LDA e Aka7even.
Tre i direttori d’orchestra partenopei: Francesco D’Alessio, Enzo Campagnoli e Adriano Pennino.
Con loro anche Tullio De Piscopo e The Kolors, due generazioni diverse protagoniste nella serata dei duetti, con sfumature differenti ma la stessa anima partenopea.
Un contributo fresco è arrivato dall’attore Vincenzo De Lucia, che ha portato le sue imitazioni sul palco del Festival di Sanremo.
Forte anche l’intervento di Alessandro Siani, co-conduttore a sorpresa accanto a Carlo Conti.
Un Sanremo che, per una settimana, ha parlato napoletano anche con il suggestivo ed emozionante ricordo dedicato all’attrice e cantante Angela Luce e al paroliere maestro Vincenzo D’Agostino due figure simbolo della tradizione artistica napoletana, omaggiate con grande partecipazione e rispetto.
Determinante per la vittoria finale di Sal Da Vinci è stato il voto delle giurie di qualità, stampa e radio, che ha fatto la differenza rispetto al solo televoto.
Il festival si chiude con un’altra nota azzurra: Stefano De Martino sarà direttore artistico e conduttore della prossima edizione.
Intanto, si spengono le luci del Festival di Sanremo e si accendono i riflettori sul Festival di Napoli.
Si racconta che un certo Gigi, abbia acquisito diritti e marchio con l’idea di rilanciarlo.
Suggestione o progetto concreto? Intanto Napoli sogna un nuovo inizio.

